BORTIGALI. Un fatto di cronaca che ha allarmato non poco il paese di Bortigali: quello accaduto qualche notte fa nel centro storico del centro del Marghine ai danni di un uomo sordomuto, malmenato e derubato nella sua abitazione dei suoi averi dai 3 giovani poi arrestati dai Carabinieri della Compagnia di Ottana.
A parlare è il Sindaco di Bortigali Francesco Caggiari, che già con un post sul suo profilo Facebook aveva espresso tutta la sua indignazione per l'accaduto e che oggi ribadisce la necessità di agire e reagire:
“Voglio come prima cosa ringraziare le Forze dell'Ordine ed in particolare gli uomini della Compagnia dei Carabinieri di Ottana, che tempestivamente e dimostrando molto coraggio ( i ragazzi era armati) hanno risolto il caso, assicurando alla giustizia i 3 giovani protagonisti del pestaggio ai danni di un uomo indifeso e del furto nella sua abitazione.
Fatti come questi turbano le nostre società e pongono interrogativi ai quali le Istituzioni devono assolutamente dare una risposta. L'azione dei Carabinieri è stata in questo caso risolutiva, ma non possiamo pensare che questo basti ad arginare questi fenomeni” - dice Caggiari rilanciando anche un argomento che purtroppo è al centro delle cronache sarde, quello della sicurezza.
“Viviamo un periodo particolarmente complicato e oggi gli amministratori sono troppo spesso un obiettivo sensibile ed evidentemente facile per chi usa la violenza per destabilizzare i nostri paesi. Ritengo che non si possa più rimandare: occorre trovare il modo per garantire la sicurezza dei nostri territori. Penso alla videosorveglianza per esempio: siamo indietro con il bando e non ce lo possiamo più permettere. Gli obiettivi sensibili devono essere tutelati: parlo delle scuole, delle piazze, degli stabili comunali, delle abitazioni dei Primi Cittadini.
Occorre fare uno sforzo e dare un segnale forte affinché chi agisce con violenza non abbia più la libertà di farlo: dobbiamo rendere sicuri i nostri paesi e dare sicurezza ai cittadini”.
Un appello accorato quello del Sindaco, che interpreta bene il sentimento di disagio di molti amministratori sardi alle prese con una scia di violenza inaudita di fronte alla quale non si può più restare immobili.
