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CineTeatro Costantino. Trattative e proposte non andate a buon fine: la versione del CeDAC

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MACOMER. La chiusura del CineTeatro Costantino, che avverrà il 29 Dicembre, fa ancora discutere.

Dopo il nostro articolo pubblicato ieri, Quando cala il Sipario e Finisce una Storia, riceviamo il Comunicato Stampa a firma del CeDAC Sardegna diffuso una decina di giorni fa (che la nostra Redazione non aveva ricevuto).

Nel documento si fa riferimento alle trattative intercorse tra il CeDAC e la proprietà del Costantino per tentare una soluzione per evitarne la chiusura.

La questione vera è che il Comune di Macomer ritiene di aver fatto tutto il possibile per evitare il triste epilogo, stanziando 8 mila Euro a favore dell'Associazione “Amici del Costantino” e confermando i 22 mila Euro (dal Fondo Unico Regionale) a favore del CeDAC.

La Stagione Teatrale organizzata a Macomer non si terrà però nello storico CineTeatro, nel quale ieri è andato in scena il primo appuntamento di una stagione che si svolgerà, appunto, altrove.

Nel nostro articolo si faceva riferimento al mancato intervento del Comune per abbattere o ridurre quei quasi 14 mila Euro di Tasse versate all'anno dalla struttura.

Un intervento che, ci dice l'ex Assessore Gianfranco Congiu, non si poteva attuare, ma al quale si è cercato di porre rimedio attraverso lo stanziamento complessivo di 30 mila Euro per le attività teatrali.

La trattativa tra proprietari del Costantino e CeDAC si è però concretizzata in un nulla di fatto, in quanto la proposta avanzata è stata valutata come “non congrua” dalla famiglia Barria, che per anni ha sostenuto personalmente i costi sostanziosi della gestione della struttura e che ha più volte ribadito di non potersene più fare carico. 

Di seguito, il documento integrale del CeDAC.

 

Dopo reiterati tentativi nell'arco degli ultimi mesi, in cui sono state presentate dal CeDAC diverse proposte per mantenere la stagione di prosa al Teatro Costantino, non è stato possibile trovare un accordo con i proprietari, la famiglia Barria.

La stagione de La Grande Prosa a Macomer è quindi ancora senza un teatro.

Si stanno, quindi, cercando soluzioni alternative per non spezzare una tradizione ormai consolidata, che ha visto esibirsi nella città del Marghine i grandi nomi della scena italiana, con cartelloni interessanti e variegati, pensati per attrarre il pubblico, per farlo sorridere e pensare.

L'impegno del CeDAC / Circuito Multidisciplinare della Sardegna, da sempre rivolto alla diffusione della cultura teatrale sul territorio, prosegue anche in tempo di crisi, con l'obiettivo di non deludere gli abbonati e i molti appassionati che frequentano assiduamente il teatro, e garantire la continuazione di un'attività preziosa, e strategica per la vita culturale della città.

Il capoluogo del Marghine ha ospitato fin qui rassegne importanti, e seguitissime, con spettatori provenienti anche da altre città dell'Isola.

Il delicato e complesso lavoro di formazione del pubblico, fondamentale per garantire un futuro alle arti della scena, che ha dato negli anni considerevoli frutti, non si può interrompere semplicemente, senza lasciare un vuoto e perdere così i risultati ottenuti in termini di fidelizzazione e affinamento della capacità critiche – oltre all'avvicinamento delle giovani generazioni.

Il MiBACT, con la nuova riforma, il 9 luglio 2015 ha riconosciuto il CeDAC Circuito Multidisciplinare, unico riferimento regionale per la distribuzione della prosa, della danza e della musica. Un impegno sostenuto da un contributo a fronte di parametri molto elevati. Macomer, nella mappa del Circuito CeDAC, costituisce un fulcro importante. Per questo motivo abbiamo cercato un dialogo con i proprietari proponendo delle soluzioni che garantissero introiti sicuri e certi per almeno i prossimi tre anni. Purtroppo abbiamo dovuto prendere atto che l’unica soluzione percorribile sarebbe stato l’acquisto della struttura.

A questo punto sentiamo l’esigenza di mantenere i legami con il territorio e pertanto cercheremo di trovare da subito soluzioni alternative per continuare la nostra missione di diffondere cultura e bellezza”.  

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