BOLOTANA. Un gruppo unito e determinato quello che stamattina ha invaso pacificamente lo stabile del Comune per riconsegnare al mittente le “bollette pazze” della TARI, l'ormai famosa tassa comunale sui rifiuti.
Hanno bloccato le loro attività per tutta la mattina i quasi 60 titolari di attività produttive: baristi, ristoratori, negozianti, edicolanti e artigiani hanno abbassato le serrande dei loro esercizi commerciali per recarsi nella sede del comune, all'ufficio protocollo, dove, uno per volta, in modo ordinato, hanno depositato le bollette Tari al centro delle polemiche di questi ultimi giorni.
Una mossa inevitabile, che certifica in modo inequivocabile una scelta che gli interessati reputano obbligata: “noi questa TARI non la paghiamo”.
Difficile dar torto agli insoliti contestatori: le cifre contenute nelle anomale bollette sono esorbitanti, arrivando addirittura ad oltrepassare i 20 mila Euro nel caso dell'unico albergo con ristorante esistente in paese.
I coefficienti applicati hanno subito un rialzo che va dal 49,74% per i più fortunati (attività artigianali tipo botteghe) al 771,47% per bar, caffè e pasticceria, fino all'813,25% dei negozi di ortofrutta e di fiori e piante, superati solo dalla percentuale davvero straordinaria applicata a ristoranti e pizzerie, che registrano il record assoluto con 1.018,31% di incremento.
Numeri da capogiro, che hanno fatto infuriare chi, con non poche difficoltà, lotta e resiste quotidianamente per sopravvivere in un territorio fortemente provato da una crisi economica pesantissima.
Consegnate le bollette, il gruppo ha chiesto di essere ricevuto dal Sindaco Francesco Manconi, che avrebbe preferito incontrare solo una delegazione: richiesta rigettata all'unisono dagli interessati, che hanno ottenuto un incontro pubblico nella sala consiliare del comune.
Il Sindaco Manconi ha tentato di prendere in mano la situazione, cercando di spiegare come il cambio di regime fiscale attuato dal governo centrale abbia determinato un'impennata delle bollette, costringendo il Comune ad effettuare una scelta, risultata sfavorevole per le attività commerciali.
“Possiamo venirvi incontro facendo delle rate trimestrali” dice Manconi, scatenando le ire dei presenti, intenzionati a non accettare una tassa che reputano ingiusta ed ingiustificata.
La parola passa poi alla Dott.essa Nives Nurra, responsabile del settore Contabile e dell'Ufficio Tributi del Comune, che cerca di rispondere alla domanda che molti in sala si pongono (“ perché paghiamo più di tutti gli altri paesi del circondario?”) attribuendo la responsabilità alla conformazione geografica del paese ed alla qualità superiore del servizio erogato.
Reazioni diverse dal pubblico in sala, con qualcuno che sbotta, qualcuno che si adira visibilmente e qualcuno che preferisce usare l'arma dell'ironia: “infatti a Bolotana la raccolta dei rifiuti la facciamo con l'elicottero!”.
La risposta del tecnico non soddisfa ovviamente i tartassati, che pretendono una risposta politica dal Sindaco, in evidente difficoltà di fronte alle richieste insistenti di spiegazioni:
“perché gli amministratori non ci hanno tutelato? Cosa dobbiamo fare? Dobbiamo andare via? Dobbiamo chiudere? Qui non è una questione di rateizzare, di spalmare, noi non ce la facciamo più, non ci sono i soldi!”
E ancora: “ se c'è un problema, si cerchi di armonizzare la situazione. Non avete capito che non potete caricare una spesa così alta su chi lavora. Non vi abbiamo mai chiesto niente, ma non potete pretendere che le attività produttive si accollino una stangata di questo tipo. C'è l'IMU, c'è la luce, c'è questo, c'è quello, non ce la facciamo più”. Un discorso fatto a muso duro, che si conclude con la richiesta di dimissioni per incapacità di amministrare, seguito da un applauso di condivisione.
Interviene l'Assessora al Bilancio, che esordisce con “voglio parlare col cuore” e riparte la contestazione. All'ennesimo tentativo di accollare al governo nazionale le responsabilità della situazione (“il governo nazionale ha stabilito dei coefficienti molto alti per alcune categorie considerate più inquinanti” dice Motzo), si contrappone l'elenco impietoso delle tariffe TARI 2014 Euro/Mq applicate negli altri paesi:
Ottana
Ristoranti e pizzerie 2,61
Bar 1,03
Ortofrutta 1,80
Borore
Ristoranti e pizzerie 5,01
Bar 3,95
Ortofrutta 4,23
Sedilo
Ristoranti e pizzerie 13,40
Bar 10,58
Ortofrutta 13,58
Lei
Ristoranti e pizzerie 2,20
Bar 1,74
Ortofrutta 0,13
Bolotana
Ristoranti e pizzerie 27,18
Bar 21,19
Ortofrutta 22,23
“Dovete rivedere la delibera approvata il 4 Luglio e abbassare le aliquote a tutti” intervengono ancora i commercianti.
L'Assessora Motzo risponde “se riusciremo a riportare la delibera in consiglio dovremo fare aumenti del 400% sulle utenze domestiche”, e di nuovo scatta la contestazione e sale la tensione in sala.
Intervengono poi i rappresentanti di categoria, che fanno notare agli amministratori alcune stranezze contenute nel costo complessivo del servizio di gestione dei rifiuti: i 64 mila Euro per il lavaggio strade e piazze pubbliche, un servizio che ad oggi non risulterebbe erogato, e i quasi 50 mila Euro sotto la voce “Altri Costi” di difficile individuazione.
Armando Saba, Consigliere di opposizione, interviene per sottolineare che il consiglio comunale non ha mai discusso le tariffe da applicare e che l'assessore competente aveva comunque dichiarato che le bollette sarebbero state più basse per tutti. “Bisogna spalmare le cifre, perché costi altissimi gravano su un numero ristretto di persone. Così si ammazzano le aziende”.
Giambattista Piana della Confesercenti nel suo intervento riporta gli amministratori alle loro responsabilità, sostenendo che questi dovevano quantomeno fare i conti, applicando la tariffa scelta ai metri quadrati dei vari esercizi per rendersi conto che le cifre non erano alla portata dei contribuenti. Suggerisce, citando il caso di Siniscola, di intervenire attingendo da fondi di bilancio.
Dopo oltre due ore di confronto e dibattito, l'assemblea si chiude con l'impegno del Sindaco e dell'Assessora al Bilancio di effettuare delle verifiche e cercare delle soluzioni applicabili.
Per il momento il pagamento delle “bollette pazze” è sospeso.
Un'assemblea lunga e a tratti decisamente tesa, le cui immagini saranno pubblicate domani sul nostro sito.
Di seguito invece il video che raccoglie la prima parte della protesta e le voci degli esercenti.