"PROMESSE CAMPATE IN ARIA": lettera aperta di un ex Tessile

Un ex lavoratore del Tessile
24/11/2015
Economia
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E' passato ormai quasi un anno dalla perdita da parte di noi ex lavoratori tessili degli ammortizzatori sociali. Un anno di sofferenze, specie per quelli hanno famiglia e magari anche un mutuo da dover necessariamente continuare a pagare.

Un anno pieno di speranze, poi puntualmente distrutte da una serie di ritardi e di incapacità da parte di coloro che dovevano “salvare gli ex tessili”.

Titoli come “salvati 400 operai ” o dichiarazioni roboanti come “creare occupazione, stabile e duratura”, venivano sbandierati per gran parte di questo 2015 nei vari quotidiani regionali.

A partire da Marzo, quando si parlava già di politiche attive e grandi progetti di macroeconomia, che negli incontri di Giugno tra Sindacati e Regione portò addirittura a stimare delle cifre: possibili reinserimenti per circa 220 unità reinseribili con il welfare to work (dato fuori da ogni logica per chi capisca un pò di economia e occupazione) , 149 con il programma tirocini della flexicurity e uno stanziamento di 5 milioni di euro per i cantieri verdi.

A questo si univano le proposte di riconversione degli stabilimenti di Ottana (costruire delle serre), Siniscola (per creare un polo nautico) e della ricollocazione degli ex tessili del Marghine in un progetto di tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico.

A vedere queste cifre e queste proposte di sviluppo parecchi di noi ex tessili si sentivano quasi in una botte di ferro.

In quasi un anno però, oltre a una serie lunghissima di riunioni senza un fine vero e proprio, si è visto ben poco.

Il programma flexicurity proposto ad Agosto ha visto la sua effettiva attuazione solo a metà Novembre: prima si sono persi due mesi per la delibera, poi altri 2 mesi perchè non si trovava l'elenco dei soggetti fuoriusciti dalla mobilità ordinaria.

Elenco che il 18 Novembre finalmente è stato inserito sul portale “sardegna tirocini” , sbagliato però ovviamente!

Ci tengo a precisare che questa vicenda dell’elenco, se fosse accaduta nel settore privato, avrebbe portato sicuramente a dei licenziamenti, ma si sa il mondo della pubblica amministrazione è fantastico anche per queste “barzellette”.

Una Barzelletta anche l'incontro informativo sul microcredito, organizzato da Regione, Sfirs e Invitalia a settembre, con un puntuale ritardo: il bando del vecchio microcredito era scaduto a Giugno e prima di Marzo 2016 non se ne dovrebbe aprire un altro (ammissione dello stesso tecnico sfirs); il responsabile Invitalia giustamente non si è presentato perché il 9 Agosto si eranogià esauriti i fondi (tra l'altro al 50% fondo perduto per le start up e per l autoimpiego).

Una Barzelletta per chi l'ha proposta (la Regione), ma anche per chi l'ha accettata giusto per zittirci per un po' e per poter dire che si “stava lavorando”!

Il programma Welfare to work è invece bonus per assunzioni a tempo indeterminato deliberato il 21 Ottobre e termine ultimo di assunzione entro il 30 novembre: un mese in pratica. 220 unità da reinserire con questo provvedimento, ma un solo mese per trovarti (perché te la devi trovare tu!) un'azienda disposta ad assumerti.

Per quanto riguarda i progetti di riconversione degli stabilimenti e alla ricollocazioni in altri ambiti per i soggetti “ex tessili” anche lì si e fatto ben poco. Tutti tra l'altro progetti interessanti sulla carta, ma mai spinti davvero da Amministrazioni Comunali e Unioni dei Comuni per essere discussi e presi in considerazione seriamente dalla Regione in quanto a reale fattibilità.

L'unica nota positiva sono i Cantieri Verdi, giustamente estesi ora anche all’area di Siniscola.

Cantieri verdi per fortuna “spinti” da altri assessorati e consiglieri regionali a noi sempre vicini e che non hanno a che vedere con quello del lavoro. Cantieri che anche se positivi per i territori deindustrializzati non partiranno di certo nei primi mesi del 2016 e la cui graduatoria si baserà probabilmente almeno in parte sul modello ISEE.

Per cui, per chiudere, le politiche attive del lavoro proposteci da persone che percepiscono anche 10 mila euro mensili e la favola dell’occupazione stabile, è duratura tanto quanto prospettata dell’assessore Mura si è ridotto a un tirocinio a 600 euro lorde per massimo 6 mesi e con possibilità percentuali di assunzione successiva al tirocinio vicine allo zero.

La speranza è che nel 2016 ci siano azioni concrete realizzabili e puntuali da parte della regione, che ci siano meno riunioni e incontri inutili e fini a stessi e più azioni concrete e di breve termine.

Capire e documentarsi bene per le soluzioni da trovare sarebbe auspicabile anche perché altrimenti si rischia di fare come quest’anno: ossia, da un lato si accetta un po' passivamente la durata di un mese per il welfare to work e dall’altro, per altri progetti come la flexicurity, ci si rende conto solo dopo l'attuazione che non sono la soluzione giusta, dopo però averli chiesti a gran voce per mesi e mesi.

Insomma un po’ di coesione in più tra tutti e una maggiore informazione su ciò di cui si parla e su ciò che si chiede sarebbe auspicabile.

In attesa di essere smentiti dai fatti, a noi ex tessili forse non rimane che impoverirci sempre più e sperare che il nostro ISEE sia sempre più basso per avere qualche diritto e entrare in qualche graduatoria.  

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